Scale 1:12
Foto: Nekopanchi
Motorcycle racing is the motorcycle sport of racing motorcycles. Major genres include road .... leading to Motocross being now termed the "outdoors". However, in Europe it is less popular sport, as the predominate focus there is on Motocross.
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Monday, April 30, 2012
Wednesday, June 22, 2011
Saturday, December 4, 2010
Yamaha YZR-M1 M.Biaggi 2002 by Max Moto Modeling
Nel 2002 la nuova classe denominata "Motogp" sancì il ritorno dei motori a quattro tempi nella classe regina del motociclismo.
La Yamaha debuttò in questa categoria con la YZR-M1, quadricilindrica in linea che verrà ricordata sia per le prestazioni non all'altezza della rivale Honda RC 211V a cinque cilindri, e sia per la sua alimentazione inizialmente a carburatori abbinata ad una cilindrata del propulsore che, sui primi prototipi, non raggiungeva il limite regolamentare dei 990 cc!
I primi collaudi della moto vennero effettuati da Max Biaggi e i tempi record registrati sui circuiti di tutto il mondo, nei test del 2001, crearono una notevole aspettativa su questa moto disattesa per quasi tutto il campionato dell'anno seguente.
La quattro cilindri venne portata in gara sia dall'italiano, che nel 2002 riuscì a conquistare due gran premi (GP della Repubblica Ceca e della Malesia), e sia dallo spagnolo Carlos Checa, oggi pilota del team Honda Ten Kate in Superbike.
La quattro cilindri venne portata in gara sia dall'italiano, che nel 2002 riuscì a conquistare due gran premi (GP della Repubblica Ceca e della Malesia), e sia dallo spagnolo Carlos Checa, oggi pilota del team Honda Ten Kate in Superbike.
La rappresentazione in scala e il relativo diorama che potete osservare nelle immagini in basso, ritraggono la YZR-M1 di Max Biaggi del 2002.
La cura mostrata nella riproduzione del dettaglio è elevatissima come dimostrano alcuni particolari quali la carena strettamente derivata da quella della YZR 500 del 2001, l'enorme silenziatore in carbonio con il logo Termignoni, la piccola "finestra" nel cupolino per la telecamera on-board, la punzonatura sul telaio tipica delle moto da corsa, i registri della forcella Ohlins, la strumentazione con il logo Yamaha all'interno del contagiri e le gomme con l'effetto "usura".
Anche i dettagli del pilota sono estremamente curati: mi riferisco in particolare alla disposizione dei vari sponsor sulla tuta e alle grafiche del casco, perfettamente replicate.
La cura mostrata nella riproduzione del dettaglio è elevatissima come dimostrano alcuni particolari quali la carena strettamente derivata da quella della YZR 500 del 2001, l'enorme silenziatore in carbonio con il logo Termignoni, la piccola "finestra" nel cupolino per la telecamera on-board, la punzonatura sul telaio tipica delle moto da corsa, i registri della forcella Ohlins, la strumentazione con il logo Yamaha all'interno del contagiri e le gomme con l'effetto "usura".
Anche i dettagli del pilota sono estremamente curati: mi riferisco in particolare alla disposizione dei vari sponsor sulla tuta e alle grafiche del casco, perfettamente replicate.
Bravissimi!
Francè
















Max Biaggi 2002:





Foto: Max Moto Modeling, Mc News, Yamaha Racing e Motogp.com
Tuesday, November 30, 2010
Kawasaki ZX-RR A.Yanagawa 2002 by Max Moto Modelling
Il 2008 si è chiuso con la clamorosa notizia dell'abbandono della Kawasaki dalla Motogp. L'avventura della casa di Akashi iniziò nel 2002, spinta dal cambio regolamentare che portò successivamente nella classe regina del motociclismo Aprilia, Ducati e anche, attraverso la fornitura di motori, la KTM.
Le "verdone" iniziarono il campionato con una moto davvero particolare, la cui caratteristica più appariscente era data dalle particolari forme della carenatura, davvero molto spigolosa e che, col senno di poi, avrebbe anticipato la linea delle moto stradali degli anni a venire.
L'elemento più strano della moto era dato dal voluminoso codone, soprannominato presto "cassetta porta CD", che nonostante caratterizzasse la moto, non le donava alla vista leggerezza e snellezza. I risultati furono davvero molto scadenti a causa di molti fattori che spaziavano dalla mancanza di un vero e proprio reparto corse a componenti fondamentali quali le gomme, Dunlop, davvero poco competitive rispetto alle Michelin che in quel periodo erano il punto di riferimento.
L'elemento più strano della moto era dato dal voluminoso codone, soprannominato presto "cassetta porta CD", che nonostante caratterizzasse la moto, non le donava alla vista leggerezza e snellezza. I risultati furono davvero molto scadenti a causa di molti fattori che spaziavano dalla mancanza di un vero e proprio reparto corse a componenti fondamentali quali le gomme, Dunlop, davvero poco competitive rispetto alle Michelin che in quel periodo erano il punto di riferimento.
E' con piacere che parlo della riproduzione in scala di questa moto che ha corso nel primo anno di Motogp, soprattutto perchè, non essendo stata al vertice nel periodo in cui ha gareggiato, non è stata comunque "dimenticata". La realizzazione segue i dettami che i frequentatori assidui di questo blog hanno già visto per altre riproduzioni in scala, come è possibile osservare dalle foto che ho allegato.
Gli elementi degni di nota sono moltissimi: la catena di trasmissione verniciata in verde, le gomme vistosamente usurate, i distanziali delle pinze freno, l'adesivo della punzonatura, la colorazione iridescente del collettore posto sotto il codone, i freni in carbonio (uguali!!!), la viteria della carena, e addirittura anche i cordoni di saldatura presenti sul forcellone!
Gli elementi degni di nota sono moltissimi: la catena di trasmissione verniciata in verde, le gomme vistosamente usurate, i distanziali delle pinze freno, l'adesivo della punzonatura, la colorazione iridescente del collettore posto sotto il codone, i freni in carbonio (uguali!!!), la viteria della carena, e addirittura anche i cordoni di saldatura presenti sul forcellone!
Chapeau al creatore!
Francè
PS: Volevo farvi notare anche un'altra particolarità: i diversi produttori di impianti frenanti per l'anteriore e posteriore! Concludo dicendo che a me questa moto è sempre piaciuta moltissimo. Era "ignorante" e "cattiva" proprio come secondo me deve essere una Kawa!















Foto: Max Moto Modeling
Da Racing Cafè del 19/3/2009
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